.
vedi una cosa che non avevi mai visto prima:
la via che hai percorso non era dritta ma piena di bivi,
ad ogni passo c’era una freccia che indicava una direzione diversa;
da lì si dipartiva un viottolo, da là una stradina erbosa che si perdeva nei boschi.
Qualcuna di queste deviazioni l’hai imboccata senza accorgertene,
qualcun’altra non l’avevi neanche vista;
quelle che hai trascurato non sai dove ti avrebbero condotto,
se in un posto migliore o peggiore;
non lo sai ma ugualmente provi rimpianto.
Potevi fare una cosa e non l’hai fatta, sei tornato indietro invece di andare avanti.
Il gioco dell’oca, te lo ricordi? La vita procede pressappoco allo stesso modo.
Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite,
conoscerle o non conoscerle,
viverle o non viverle a fondo o lasciarle perdere
dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo;
anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza e quella di chi ti sta vicino.
( Susanna Tamaro)
…
FATELA GIRARE….NO ALLA GIORNATA DELL’ORGOGLIO PEDOFILO… preso da..IO e RO…..GRAZIE…
500 associazioni (anonime naturalmente) si riuniranno sul web il 27
giugno 2009 per celebrare la giornata dell’orgoglio pedofilo e
accenderanno una candela azzurra. Diffondiamo l’immagine dell’evento
facendola girare nei nostri profili
mamma
Grazie mamma
perchè mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
GRAZIE MAMMA
(Judith Bond)
In particolare a tutte le mamme che, per malattia, per incidenti o per catastrofi naturali,
è stato "strappato" un figlio/a
Un bacio a tutte
Gilberto Govi
Gilberto Govi, nasce a Genova il 22 ottobre 1885 in una via nei pressi della Stazione Principe. Il padre Anselmo è impiegato delle ferrovie e dalla nativa Modena si è trasferito nel capoluogo ligure per motivi di lavoro assieme alla moglie Francesca Gardini, di Bologna.. Una delle dicerie che maggiormente lo indignivano era quella relativa al suo luogo di nascita. Un giorno Gilberto lesse sul giornale una notizia secondo la quale l’attore non sarebbe nato a Genova e ne rimase molto seccato; tanto che, per reagire a quello che egli riteneva un affronto, qualche tempo dopo iniziava la sua autobiografia con queste precise parole: "Si, sono genovese, anche se vanno stampando che non lo sono. Sono nato a Genova in via S. Ugo n. 13, e se volete sincerarvene andate all’anagrafe.
A quattordici anni Gilberto entra a far parte di una compagnia filodrammatica genovese e per cinque anni frequenta questo mondo artistico che gli trasmette la passione per il teatro che diverrà poi il grande amore della sua vita.
Nel 1902 viene intanto assunto come disegnatore presso le Officine Elettriche Genovesi, ma Govi non pensa di rinunciare al teatro per una vita da impiegato. Nel 1904, infatti, a soli 19 anni si iscrive all’Accademia Italiana del Teatro Nazionale con sede nello stradone Sant’Agostino ed inizia la sua carriera artistica: nel 1911 incontra sul palcoscenico del Nazionale Caterina Franchi Gaioni che diverrà poi sua moglie, nel 1912 viene scritturato come attor giovane da una compagnia professionista.
Nel 1914 mette su una compagnia chiamata proprio la "Dialettale" che, dopo i primi spettacoli, riportò notevoli successi a Sampierdarena, a Sestri P. e perfino a Chiavari e Savona. Ma qui nacquero i contrasti con l’Accademia che gli pose un ultimatum: o dire addio al dialetto, o all’Accademia. Gilberto., che da buon genovese aveva la testa dura, optò per il dialetto e l’Accademia lo espulse. Era il 1916. Teatro genovese anno zero. Le prime recite della compagnia autonoma di Govi avvennero nel teatro Paganini. Fra il suo gruppo vi era una graziosa e tenera attrice, Caterina Franchi in arte Rina Gajoni , creatrice applaudita della popolare macchietta della "Luigin-a", della quale s’innamorò. Nel 1917 Govi sposò Rina Gajoni che per 49 lunghi anni sarebbe stata la sua compagna fedele, sulla scena come nella vita. Nel 1923 la compagnia di Govi approda al teatro di Milano dove il successo de "I manezzi pe’ majâ na figgia" fu strepitoso. Anche il "Corriere della Sera" ne scrisse bene. Govi aveva sfondato, ma il successo non gli diede alla testa. Per due anni ancora mantenne il suo impiego alternando il palcoscenico al tavolo di lavoro.
Il 1926 vide il teatro genovese varcare i confini nazionali. Fece una tournée in Argentina riscuotendo applausi oceanici. Là trovò numerosi genovesi emigrati. "La parlata genovese più genuina l’ho trovata in America" scrisse. Nel 1928 recita a Roma, nel 1929 a S. Rossore ospite di Vittorio Emanuele III, nel 1930 a Parigi; in quegli anni Mussolini volle regalargli una foto con dedica in segno di sincero apprezzamento. Nel 1942 venne l’esperienza cinematografica Non mancarono importanti riconoscimenti pubblici: nel 1948 nel centenario del Risorgimento, negli anni ’50 partecipò a una manifestazione benefica presso il Circo nazionale Togni a Genova, nel 1957 ricevette una medaglia d’oro dal sindaco, nel 1960 rimise in piedi la compagnia per l’ultima stagione della sua carriera, nel 1965 il sindaco gli consegnò un’altra medaglia d’oro che da un lato riportava la scritta "A Govi, artista illustre, massimo interprete del teatro dialettale genovese, la città con gratitudine, 22 ottobre 1965".
Il 28 aprile 1966 morì.

…
IL RAMO RUBATO
Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.
Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell’ombra.
Ancora non se n’è andato l’inverno,
e ilo melo appare
trasformato d’improvviso
in cascate di stelle odorose.
Nella notte entreremo
fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.
E cautamente
nella nostra casa,
nella notte e nell’ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.
(Pablo Neruda)
…
Premio Seven Something
Le regole sono:
scrivere 7 cose che ami
assegnare il premio ad altri 7 blog Amici.
Le cose che amo sono:
La mia famiglia
Un amico speciale
Le mie amiche
I miei gatti
Il mio paese
La campagna
La vita
I blog da me premiati sono:
Nadia: http://nadia67ng.spaces.live.com/
Deorah: http://zerofolle1969.spaces.live.com/
Sara: http://gnomiefate.spaces.live.com/
Rosanna: http://19ross49.spaces.live.com/
Francesca: http://valenzianofra.spaces.live.com/
Lillyth: http://darksideofthelillyth.spaces.live.com/
Rosaspina: http://rosaspina2.spaces.live.com/
Anche se tutti sono meritevoli di ricevere questo premio!
..
Premi
Il premio "MIGLIOR AMICO"
Riconosce la qualità di essere degli amici sinceri, leali e sempre pronti a ripararci con le proprie ali
dalle sofferenze che talvolta ci colpiscono a tradimento.
Premio "INDISSOLUBILI AMICI"
Il riconoscimento di questo premio d’amicizia viene assegnato ai profili o ai blog che si ritengono amici,
per dimostrare la propria amicizia e stima.
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE
Epifania




alla scopa salta in groppa
l’alza su la tramontana
fra le nuvole galoppa.
Ogni bimbo nel suo letto
fa l’esame di coscienza
maledice il capricetto
benedice l’ubbidienza.
La mattina al primo raggio
si precipita al camino.

2009
Racconto breve
I REGALI NELLO SGABUZZINO
Il postino suonò due volte. Mancavano cinque giorni a Natale.
Aveva fra le braccia un grosso pacco avvolto in carta preziosamente disegnata e legato con nastri dorati.
«Avanti», disse una voce dall’interno.
Il postino entrò. Era una casa malandata: si trovò in una stanza piena d’ombre e di polvere. Seduto in una poltrona c’era un vecchio.
«Guardi che stupendo paccone di Natale!» disse allegramente il postino.
«Grazie. Lo metta pure per terra», disse il vecchio con la voce più triste che mai.
Il postino rimase imbambolato con il grosso pacco in mano.
Intuiva benissimo che il pacco era pieno di cose buone e quel vecchio non aveva certo l’aria di spassarsela bene. Allora, perché era così triste?
«Ma, signore, non dovrebbe fare un po’ di festa a questo magnifico regalo?».
«Non posso… Non posso proprio», disse il vecchio con le lacrime agli occhi.
E raccontò al postino la storia della figlia che si era sposata nella città vicina ed era diventata ricca.
Tutti gli anni gli mandava un pacco, per Natale, con un bigliettino: «Da tua figlia Luisa e marito».
Mai un augurio personale, una visita, un invito: «Vieni a passare il Natale con noi».
«Venga a vedere», aggiunse il vecchio e si alzò stancamente.
Il postino lo seguì fino ad uno sgabuzzino. Il vecchio aprì la porta.
«Ma…» fece il postino.
Lo sgabuzzino traboccava di regali natalizi. Erano tutti quelli dei Natali precedenti.
Intatti, con la loro preziosa carta e i nastri luccicanti.
«Ma non li ha
neanche aperti!» esclamò il postino allibito.
«No», disse mestamente il vecchio. «NON C’E’ AMORE DENTRO».

“Io sono l’Immacolata Concezione”

Il colore dell’AMICIZIA





Premi
Canto eschimese
Premio



Regolamento
1)Accettare e visualizzar l’immagina del premio …. e far rispettare le regole
2)Link-are il blog che ti ha premiato..
3)Premiare altri 20 blog e avvisarli del premio
Io premio…
Vorrei scusarmi con l’ideatore del premio perchè infrangerò la 3 regola…
Non premierò i 20 blog ma consegnerò il premio a tutti i miei AMICI
perchè credo che ognuno di loro lo meriti.
E allora forza…ritiratelo
PREMIO

2 ottobre
La signora Mc Quade, mamma di 15 figli e nonna di 40 nipoti, iniziò la campagna nel 1970, ma lavorava con gli anziani già dal 1956. Nel 1978, l’allora Presidente americano, Jimmy Carter, proclamò che la festa nazionale dei nonni (Grandparents Day) fosse celebrata ogni anno la prima domenica di settembre dopo il Labor Day.
In questo giorno in America le scuole, la chiesa e le organizzazioni specifiche onorano nonni e anziani con speciali manifestazioni. Alcune famiglie, in questo giorno, si radunano dilettandosi con giochi da tavolo che facilmente favoriscono gli incontri "generazionali" tra giovani e anziani.
La festa è un momento di incontro per dire "Grazie!" a chi ci ha cresciuto e ha dedicato tanto tempo ai nipoti, seguendone i passi come angeli custodi. Il 2 ottobre, giorno della ricorrenza, è infatti dedicato anche agli Angeli Custodi.
I nonni sono figure insostituibili nell’infanzia di ogni bambino, che diventato adulto ne ricorderà per sempre le coccole, le storie raccontate prima di andare a dormire, i giochi e i tanti momenti spensierati.
(Maria Rita Parsi)
Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera…
L’ immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’ intorno non c’era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo…
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati…
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero…
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…"
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"





















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